La storia
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L’orientamento è una disciplina che sembra sia stata inventata apposta per un forestale. Si pratica in mezzo ai boschi, richiede preparazione fisica e lucidità tattica e soprattutto la capacità di saper trovare punti di riferimento in mezzo alla natura col solo aiuto di una bussola. Riassumendo in estrema sintesi, è una sorta di caccia al tesoro, che si fa di corsa durante la quale ogni atleta deve raggiungere il traguardo dopo aver raggiunto, lungo il percorso, tutti i punti di controllo previsti, evidenziati da una lanterna munita di pinzetta punzonatrice. La cartina che ha a disposizione è però disseminata di segnali convenzionali che non è facile decifrare, specie quando si è in movimento. Quando ha compreso dove si trova e quale punto deve raggiungere, l’atleta deve poi saper individuare la via più efficace per proseguire la sua gara, in base alle difficoltà del tracciato e alle proprie caratteristiche tecniche. Non vince, dunque, necessariamente il più veloce ma il più abile nella strategia. La vera competizione non avviene solo tra atleti ma tra l'uomo e la natura. L'uno che si prefigge una meta e la natura che gli contrappone i suoi ostacoli: boschi, salite, discese, ruscelli, zone rocciose.
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L'orientamento, tra l'altro, è uno sport è che non inquina. Si limita a utilizzare l'ambiente che lo circonda. Il bosco così diventa anche luogo di educazione. Non occorrono interventi duraturi e nessuna modificazione permanente dell'ambiente e realizzare il campo di gara. Esso è lì che ci attende, ci accoglie pazientemente e una volta terminata la manifestazione, tutto torna come prima.
Sport emozionante per chi lo pratica, non lo era per gli spettatori, che potevano godersi poco lo spettacolo. Fino a quando, anni fa, non è stato inventato il park tour, e cioè la versione cittadina dell'orientamento.
Le gare si organizzano nei centri storici e così anche il pubblico può apprezzare le peculiarità di una disciplina che può mostrare le sue caratteristiche tipiche anche in città .
Provare a muovervi, fra palazzi e viuzze, con una cartina diversa da quella cui siete abituati a scoprire che non è facile orientarsi.
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Per le caratteristiche dello sport è e per le finalità che persegue quelle di un corretto rapporto con la natura l'orientamento è presto entrato a far parte anche del Gruppo Sportivo della Forestale.
L'affiliazione alla FISO (federazione italiana sport orientamento) risale, infatti, al 1988.
Ancora prima che in gara, la sezione ha subito saputo farsi apprezzare in campo organizzativo, dove gli agenti della forestale hanno voluto mettere in campo le loro riconosciute abilità professionali, sia nella delimitazione dei tracciati che nella stesura delle cartine.
Nel 1998 c’è stata la prima organizzazione dei campionati italiani assoluti, a 10 anni dalla nascita del gruppo ma i risultati sono arrivati anche in ambito agonistico, con numerosi titoli italiani sia individuali sia di staffetta.
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